mercoledì 11 febbraio 2009

Ritorno

ORA O MAI PIU’.
Per far sì che la bandiera di una vera DESTRA continui a garrire nella nostra povera Italia è necessario stringere i denti, sacrificarci, sacrificare le nostre ambizioni personali e unicamente credere, obbedire e combattere. Ora più che mai.
Una canzone degli Amici Del Vento diceva :
“… adesso che che il tuo mondo l’han bruciato gli imboscati, tu ricordi ancora giorni che non saran dimenticati”
Quel mondo, il nostro mondo, c’è la concreta probabilità che dopo di noi scompaia definitivamente… come allora, se guardiamo in giro incontriamo solo ”sguardi ostili intorno”, dal PD al PDL ormai attorno a noi ci son solo personaggi di infimo ordine, mestieranti della politica che gesticono il potere unicamente per le loro tasche, i loro portafogli, il loro tornaconto o quello della lobby che li sostiene. Allora, ora più che mai, è inderogabilmente necessario stringerci intorno alla Fiamma Tricolore che ci arde nel cuore, è doverosamente certo che ”salutati i vecchi amici che han vistola battaglia” è con essi, al di là delle differenze d’incarico o di metodologia politica che con coraggio, audacia e fermezza dobbiamo combattere. Uniti contro il comune nemico.
” Per difendere un’idea, un onore calpestato” dobbiamo trincerarci in quella che per noi potrebbe essere una nuova ridotta della Valtellina, (anzi, visto cosa ci stanno preparando i nostri governanti direi che tale sorte appare sempre più probabile) e dobbiamo sopravvivere, non per NOI, ma per le Nostre Idee, per tutto ciò che di bello e caro ci è rimasto in questa Nostra Italia, dai nostri valori familiari, al Nostro fermo ed ineluttabile credere in uno Stato Sociale. Non dobbiamo consentire, per mere beghe partitiche, per fraintendimenti voluti, per puerili antipatie nei confronti di taluno o di talaltro, che questi ominicchi e ruffiani che ci governano, possano permettersi il lusso di fare ciò che non è riuscito a tutte le più grandi nazioni del mondo coalizzate: seppellire le Nostre Idee.
Se è vero che ci sono state idee talmente audaci e grandi da muovere il mondo, per esse dobbiamo guardarci negli occhi e incrollabilmente tirare innanzi lottando contro tutto ciò che è A NOI antagonista. Senza facili e vigliacchi buonismi, con quel coraggio che portò tanti nostri ragazzi ad immolare le loro vite.
UNITI possiamo farcela, svincoli e sparpagliati MAI.

Massimo Batini
Segretario Provinciale


lunedì 9 febbraio 2009

Tra il serio e il fa(s)ceto...


A Livorno abbiamo aperto le iscrizioni per un nuovo circolo che seppur eretico, fa sempre parte de " La Destra".

Requisito fondamentale è l'estremismo, anzi di più, il fondamentalismo, naturalmente con una certa cautela, in questo momento così politicamente corretto. Estremisti di ogni opposizione, tenacemente attaccati ai vostri valori ed ai vostri ideali, siete tutti invitati ad intervenire.

Per essere accettati si richiede un unico requisito: occorre aver avuto, in tutta la vita, magari una volta un cinque in pagella (cosa non difficile ai miei tempi, può rendere l’accesso più laborioso alle nuove generazioni); è poi necessario superare un piccolo test preliminare ma la cosa non presenta alcuna difficoltà... se per ogni domanda scegliete la risposta più esagerata, se le cose che non vanno vi fanno profondamente incazz...( rectius) incavolare, se pensate che per ogni piccolo problema ci sia sempre un malessere più profondo, se soprattutto vi siete rotti le scatole ad essere sempre presi in giro e lo volete urlare, allora al 100% siete dei Nostri.

Vi ripugna colui che dice sempre che "nel mezzo sta la virtù", vi causano nausea i sorrisini ingannevoli e le mezze misure accomodanti ? Potete allora aspirare a grossi incarichi.

Cinquant'anni fa non era il caso di dirlo troppo, con l'aria che correva ; trent'anni fa non ve lo facevano dire, bollandovi di topi di fogna, con il concreto rischio di una derattizzazione preventiva. Ma ora, che prevalgono gli imbecilli e le "donne facili", ora che nel cassonetto ci stanno tutti, contenti e felici, è la vostra ora e c'è pure la possibilità di vincere una bella medaglia al "Valore".

Tutti adesso sono buonisti, sono bravi e buoni e vi chiedono, per il ben della pace di staccare la spina, dato che ormai loro non hanno più energia, se non quella che ricevono per osmosi dai loro capi ( naturalmente artificiale e, non guasta mai, comprata all'ingrosso).

Ma noi no. La spina l'abbiamo ben attaccata e non la stacchiamo, non distogliamo lo sguardo e non ci turiamo naso ed orecchie. Noi cerchiamo la coerenza, non cambiamo le nostre idee come adesso usa fare, assieme alle mutandine (o ai boxer).

"Dare un senso alla vita può condurre alla follia, ma una vita senza senso è l'inquietudine del vano desiderio. E' una barca che anela al mare eppur lo teme", si leggeva in una poesia di Edgar Lee Masters.

Non vergogniamoci più delle nostre idee, dei colori delle nostre camicie (ma nera è meglio... e poi snellisce), emergiamo dalla nostra forzata clandestinità, riprendiamoci la nostra dignità di Cittadini, anzi ancor meglio, di UOMINI. Lasciamo ai moderati ed ai falsi, ai profeti del Mulino Bianco le tette pompate e gli orrori del "Grande Fratello", le "uscite all'esterno" dei "tronisti" e, in generale, programmi televisivi e spot pubblicitari. Noi, indifferentemente, prendiamo fasci littori e falci, martelli e labari, insegne e motti.........quanto meno facciamo vedere, tutti assieme, che esistiamo, nonostante le loro leggi truffa ed i loro meschini affari. Noi non vogliamo essere sindaci in nessun posto ove passino future autostrade e non vogliamo incarichi nè di Port Authority, nè in Consigli di amministrazione. Non vogliamo nè andare in consiglio provinciale nè in quello regionale, né, ove "trombati", “accontentarci” di ben remunerati consigli di amministrazione. No.

NOI VOGLIAMO SEMPLICEMENTE RIPRENDERCI LA NOSTRA DIGNITA' DI UOMINI CHE CREDONO.


Massimo Batini

PRESENTE: 9 febbraio 1983 dopo 7 giorni di agonia muore Paolo Di Nella


Sono romano, aderente al Fronte della Gioventù. La notte del 2 febbraio 1983 affiggevo con Daniela alcuni manifesti che incitavano alla protesta per l'esproprio di Villa Chigi. Arrivato nello spartitraffico di Piazza Gondar, ho fatto un solo errore: ho dato le spalle a due ragazzi che alle 24.45 aspettavano l'autobus… Ma l'autobus a quell'ora mica passava… Il rumore di passi veloci alle mie spalle, una corsa forse… Un gran dolore alla testa, tanto calore, lo stordimento forte, pesante, insistente… Come un grande coccio di vetro piantato sul capo. Cammino verso l'auto dove Daniela a bocca aperta aveva visto tutto, parliamo un po’. «C'è da pulire la ferita», fa lei scossa. Il sangue defluisce, cerco di fare quello che posso alla fontanella. Poi la decisione di tornare a casa. La ferita fa male, mi lamento, mamma e papà sentono.

Lì, scivolo via dalla vita. Sguscio in un riposo innaturale, mentre mamma chiama l'ambulanza e piange. Papà mi chiama, cerca di riportami da lui, mi prende la mano, la scuote. Ma è troppo tardi, sono già lontano. Lo chiamano 'coma'. Io sono finito nel 'coma', così dicono i dottori ai miei genitori, che dicono anche che l'indomani mattina mi operano. Sono nudo nella sala operatoria e m'hanno rasato i capelli: ho due ematomi e un tratto di cranio fratturato. Chi è stato? La domanda viene fatta a Daniela che è l'unica ad aver visto tutto quello che mi è successo. Il dottor Marchionne, che è il dirigente della Digos romana che si occupa del caso, del mio caso, però sembra più interessato a che facevamo noi nel Fronte della Gioventù: vuole i nomi di chi c'era dentro, vuol sapere che ci dicevamo, quali erano i rapporti fra i noi e i dirigenti… Lei risponde a tutto, poi d'un tratto Marchionne esclama: «Faida interna!». Che vuol dire? Che a colpirmi è stato qualcuno che si sedeva accanto a me alle riunioni del Fronte? Ma che dice? Perché? È impossibile.

Il Presidente della Repubblica viene a trovarmi all'ospedale, mi sfiora la mano. Lo fa come un padre, dicono che abbia un caratteraccio, non c'ho mai creduto. Poi dopo 7 giorni di 'coma' io muoio. A Dio, gli ci son voluti 7 giorni per creare il mondo. A me 7 per lasciarlo. I miei amici mi stanno vicino, fanno striscioni con il mio nome. Qualcuno li strappa, qualcuno scrive 'sono stato io' sui muri. Ci sono perquisizioni nelle case dei Collettivi Autonomi di Valmelaina e dell'Africano. Un nome torna sempre: Corrado Quarra. Daniela dice che è lui, l'ha riconosciuto. Ha aggredito anche altri ragazzi con la spranga. Daniela poi dà la descrizione dell'altro ragazzo. Qualcuno dice che l'identikit descrive Luca Baldassarre. Daniela in un confronto all'americana indica un ragazzo che pensa sia Baldassarre. Marchionne ride: «Vedi, il giovane da te riconosciuto non è Baldassarre, ma un amico scelto appositamente per la grande somiglianza». Il giudice istruttore Calabria, che pure si occupava dell'indagine si fa beffe di Daniela: «Se hai sbagliato il secondo riconoscimento puoi anche aver sbagliato il primo». Quarra viene scarcerato, lo si proscioglie dalle accuse, poco prima di Capodanno, così ha il tempo di festeggiarlo con la sua famiglia. Io, invece, qui mi sento solo. M'hanno rubato i Capodanni, m'hanno rubato la mia mamma e il mio papà… Il mio nome? Io mi chiamo Paolo Di Nella e sono morto in silenzio, nella pace del sonno, e con il cranio fracassato.
(Fabio Secchi Frau - dal sito Carpe-diem.it)

lunedì 2 febbraio 2009

Una bella iniziativa dei "cugini" Pisani


Il 10 Febbraio è stato indicato dal Parlamento Italiano come giornata del ricordo.

Ricordo del sacrificio e del martirio di migliaia di Italiani e Italiane, laici e religiosi, immolati sull’altare dell’odio comunista e della pulizia etnica.

La Destra e Gioventù Italiana intendono commemorare e ricordare tutte le vittime delle foibe il giorno sabato 7 Febbraio in Castelfranco di Sotto

alle ore 17.00 con la recita del SS. Rosario nella Chiesa dei Caduti

alle ore 18.00 con una conferenza c/o sala ex campo sportivo di via Solferino sul tema “IL DRAMMA DELLE FOIBE” tenuta da Maurizio Rossi delle Edizioni A.R.

Certi del comune sentire di fronte alla tragedia delle foibe ci auguriamo di poterla commemorare e ricordare insieme.

Che il destino ci trovi sempre forti e degni (Léon Degrelle)

Stamani mi son svegliato, sono sceso dal letto ponendo i piedi per terra in maniera perfetta, lavato, vestito e, quindi, uscito da casa mi son recato al lavoro. Mentre guidavo ho veduto immondizia gettata ai lati della strada, automobilisti che, noncuranti di segnali stradali e auto in sosta, sorpassavano sbattendosene dei possibili pericoli creati agli altri. Arrivato nelle vicinanze del Tribunale, ho notato due vigili urbani (uomo e donna) che scherzosamente intrattenevano amichevole conversazione mentre un'auto passava loro vicino su un marciapiede, quasi investendo un'anziana signora. Arrivato e parcheggiata l'auto, mentre camminavo, mi son venute in mente alcune parole di Leon Degrelle e, arrivato in ufficio, nella mia libreria ho cercato il libro che le contiene e sono parole e pensieri tanto belli quanto attuali, oggi più che mai.
Te le propongo, invitandoti a pubblicarLe sul nostro BLOG, sperando che qualche utente le legga e......MEDITI.

"....../ma se dubito della mia carne, delle mie ossa, di quel che ha formato un tempo il mio agire politico, se io dubito della realtà del mio passato e della parte che ho potuto avere in alcuni anni di edificazione della storia degli uomini, che cosa posso ancora credere riguardo agli ideali che nascevano in me, che io progettavo, riguardo al valore delle mie convinzioni di allora, dei sentimenti, di quel che io pensavo dell'umanità, di quel che io sognavo di fare per essa? .....noi siamo il bene e siamo il male, siamo l'abiezione ed il sogno : siamo le due cose insieme, avviluppate in reti inestricabili. Ma il fatto atroce del destino non risiede in questo. Il fatto atroce consiste nel rompere quelle stesse reti per gettare a mare la propria anima; l'atroce risulta dal doversi dire che l'essenziale della nostra vita fu oggetto di caricatura, venne alterato da mille impurità e da mille rinnegamenti..........Il mondo in cui viviamo è diventato, veramente, per larga parte, un mondo di amorali.....Coloro che si ostinano ancora ad immaginare ancora una umanità che elevate virtù potrebbero abbellire, sono veramente esseri anacronistici, non evoluti, attaccati a vecchie fissazioni, che vivono fuori degli uomini, fuori dal loro tempo, fuori dalla moda, fuori dal reale??... Avevo sognato un secolo di cavalieri, forti e nobili, dominatori di sè prima che dominatori degli altri. DURO E PURO dicevano le mie insegne. Mi ritrovo stordito col mio carico di sogni tramontati. Ma in e con orgoglio, dico, tanto peggio!!! Questi sogni io li ho avuti veramente. Questi slanci io sì, li ho provati...... Mi ricordo tre parole che un giorno avevo decifrato su una tomba di marmo nero a Damme, in Fiandra, dentro una chiesa della mia patria perduta : " ETSI MORTUUS URIT " " Seppur morto Egli arde...."..... ardere ancora un momento, riscaldfare ancora un istante le anime possedute dalla passione di donarsi e credere.....ma oggi da mille fessure disseccate le fonti spirituali hanno cessato di sgorgare. La terra non riversa più questo dono che la rigonfiava. Essa trattiene la propria felicità. La soffoca...........la civiltà non sprofonda per mancanza di supporto materiale. L'universo non è mai stato così ricco, colmo di tanto benessere, grazie a una industrializzazione di tale efficacia produttiva. E' il cuore dell'uomo, solo quello, a versare in stato fallimentare. La civiltà ha voluto essere soltanto quella degli appetiti, Il suo orgoglio l'ha perduta. Ha creduto alla vittoria della materia finalmente affrancata dal proprio spirito......per quest' oro falso, questo fango, questo veleno, l'uomo e la donna hanno abbandonato e profanato, con le loro ambizioni ed i loro corpi devastati, la gioia interiore, la gioia autentica, il grande sole della gioia autentica nello Spirito. Il Mondo sprofonderà, perchè sta andando contro le leggi del cuore e, diciamola questa parola così grande, contro le leggi di Dio. Il male del secolo non risiede nel corpo. Il corpo è malato perchè è malata l'anima. E' questa che occorrerà guarire e nuovamente vivificare. In ciò consiste la vera, grande rivoluzione da fare. Rivoluzione di coscienze e spirito....".

Non si tratta delle Profezie di Celestino, ma di " Militia" di Leon Degrelle, nato nel 1906 nelle Ardenne Belghe, nel 1935 divenuto capo del movimento nazional-popolare " REX". Partito volontario nel 1941 per il Fronte Orientale, nel 1945 diviene comandante della 28^ Freiwillige Panzergrenadier Division " Wallonie". Muore nel 1994 esule in Spagna.
Parlandogli Adolf Hitler, prima di decorarlo con la Croce di Ferro con Foglie di Quercia, disse : "Se avessi un figlio, vorrei fosse come Voi!".
Ottenebrati dal fiume fango in cui continuamente nuotiamo, sovente perdiamo la via. Ma essa esiste, dobbiamo avere la forza per pulirci gli occhi e seguire le luci lasciate accese dai cavalieri " duri e puri" che ci hanno preceduto, perchè " ETSI MORTUUS URIT".

Massimo Batini

giovedì 29 gennaio 2009

Non puoi fermarci, né con lo sbarramento, né con la disinformazione.



E così ora c’è lo sbarramento anche per l’ingresso al Parlamento Europeo... con buona pace del diritto di tutti i cittadini di vedersi rappresentati. Nossignori... se qualcuno deve essere rappresentato da qualcuno quel qualcuno è sempre e comunque Silvio Berlusconi. Siccome è il più ganzo, il più ricco e il meglio pagato, siccome sforna battute esilaranti e barzellette da scompisciarsi (e come le racconta! Uno sballo), siccome crede nella privatizzazione (e difatti ha privatizzato l’informazione, i partiti, il Parlamento e ora si sta mettendo di buzzo buono a privatizzare una magistratura che un po’ comunque era già venduta) sta privatizzando lo Stato. Come fa? È semplice... si fa come nell’impresa. Si comprano le partecipazioni e si “scala” dall’interno... si scambiano pacchetti azionari di maggioranza e di controllo. E i suoi presunti avversari, a forza di invidiare queste sue capacità ciurmatorie lo imitano spudoratamente, senza però raccogliere lo stesso successo. Silvio è inimitabile, se non dai caricaturisti.

Adesso, con lo sbarramento alle Europee non ci sarà più nessunissimo problema... i partitini che, sciocchi loro a non accodarsi al processo, continuano a sventolare bandiere ideologiche ormai lacere e consunte saranno tagliati fuori definitivamente. Niente soldi, niente partito. Le bandiere ideologiche stioccàtevele. Sarà facile, facilissimo. Basterà spiegare agli Italiani, gonzi come sempre, che per la governabilità dell’Europa l’unico voto utile è per il PDL o per il suo gemellino siamese un po’ smorto, il PD. E’ vero che in Europa in pratica il bipolarismo già c’è visto che Partito Popolare (più Democratici) e Partito Socialista fanno la parte del leone (ci sono invero anche i Liberali che tuttavia si distinguono relativamente poco dai popolari se non per essere più laici)... ma che vuoi che ne sappiano gli Italiani.... cosa gliene fregherà poi?

Lo sbarramento... una cosa seria: mica si tratta di sbarrare una volta per tutte le porte della vecchia Europa (e dell’Italia in particolare) alle orde di migranti che vengono a reclamare il loro diritto di partecipare alla greppia. Mica di sbarrare la via ad un Islam livoroso, dimentico delle antiche tradizioni di tolleranza e molto vicino ai vizir turchi che davano alle fiamme la biblioteca di Alessandria, che sguazzavano nel sangue degli ultimi difensori di Bisanzio, che impalavano i ribelli balcanici e razziavano le coste italiane. Già i Turchi... amiconi anche loro, per lo meno quelli che frequenta Silvio. Cosa importa a Lui se i loro piccoli “problemi interni” tipo Kurdistan e simili diventeranno, d’emblée, anche problemi nostri? Cosa gliene frega al Cavaliere se l’Europa diventerà un po’ meno cristiana e contemporaneamente anche un po’ meno laica? Tanto lui non è né l’uno né l’altro... è Santo. Santo subito!. Per fortuna che Silvio c’è...

E voi, signori del Governo, Ministri e Sottosegretari, e voi signori Deputati e signori Senatori della Repubblica... E lei, Signor Presidente... cos’è, tutto regolare, tutto "ooookkei", tutto “nell’ambito del processo irreversibile in atto”?

Irreversibile come la globalizzazione? Come la crisi economica?

Come i nostri pensionati che cominciano, loro per primi, a venir a patti con la loro dignità e con quella rettitudine che loro stessi ci hanno insegnato e si sorprendono (e talvolta PURTROPPO vengono sorpresi) a taccheggiare nei supermercati? Come i nostri ragazzi, sempre più bisognosi di soldi e di abitini firmati che non siamo più in grado di comperargli, e sempre meno propensi ad ascoltare quei sermoni capodanneschi a base di principi ferrei regolarmente smentiti da una realtà che distribuisce migliaia di euro al giorno a capi di gabinetto (ma vadano a cagare!) e curatori fallimentari?

A voi va bene così? Andate al diavolo. Ci andremo anche noi , ma non senza prima averci mandato molti di voi. Che lo sappiano gli Italiani. Noi non si molla. Saremo uno, due ogni cento? Pazienza: ci siamo lo stesso e non molleremo. Non lasceremo che questa nostra bella Patria vada in disfacimento per far piacere a Silvio e ai suoi amici. Finché vivremo, no.


Giovanni Bacci di Capaci

martedì 27 gennaio 2009

Giornata della memoria, dovere della coerenza.


Come ogni anno i media ci propinano la solita solfa sugli orrori perpetrati dai nazisti (che per l’occasione diventano “nazifascisti”) nel periodo hitleriano... Al di là di banali considerazioni circa i rischi di assuefazione o, al limite, di rigurgito da nausea che la ripetitività del rito comporta, al di là del perverso meccanismo che prevede che il debito contratto dell’Occidente nei confronti degli Israeliti venga fatto pagare dai Palestinesi, al di là quindi degli aspetti più squisitamente mediatici e politici della questione, ritengo giusto, ritengo mio dovere affrontare tale questione esponendo alcune considerazioni e cercando di seguire un percorso coerente seppur necessariamente sintetico.


LE LEGGI RAZZIALI E IL RAZZISMO “BIOLOGICO”

Cominciamo dal ricordare che in Italia la discriminazione razziale inizia ufficialmente nel settembre 1938... ci sono però delle premesse. Nel 1937, per porre un limite alla tendenza dei coloni italiani a “metter su” una seconda famiglia in terra d’Africa o all’acquisto di una concubina, viene emanato un decreto che vieta tali pratiche. Nell’agosto del 1938 compare il primo numero della rivista “Difesa della Razza” che pubblica (in realtà lo ri-pubblica in quanto il manifesto appare sul Giornale d’Italia nel luglio dello stesso anno) il “Manifesto degli scienziati razzisti”.

Detto manifesto, che tra i suoi firmatari annovera rappresentanti di rilievo del mondo accademico e scientifico (l’elenco, se vi interessa, lo potete trovare su Vikipedìa insieme a quello delle personalità che pubblicamente manifestarono la loro adesione), parte da considerazioni banali se non scontate (quali ad esempio l’esistenza delle diverse razze umane e la considerazione che tale differenza sia di tipo biologico e non culturale, religioso e storico) per poi giungere, in un crescendo sconcertante di asserzioni prive di fondamento e logica, a definire l’esistenza di una specifica “razza italiana” pressoché immutata dall’invasione Longobarda in poi. La gratuità delle conclusioni è tale che desta meraviglia, se si escludono alcuni articoli di ispirazione Marinettiana sulla rivista futurista “Artecrazia”, che nessun rappresentante dell’élite culturale del tempo abbia sentito il dovere o abbia avuto il coraggio di manifestare pubblicamente il proprio dissenso. Dai Diari di Galeazzo Ciano apprendiamo che, nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 5 ottobre 1938 solo Balbo, Federzoni e De Bono prenderanno le difese degli Ebrei italiani. In realtà pare (sempre secondo Ciano) che l’ispiratore - se non addirittura l’estensore - del manifesto sia lo stesso Capo del Governo, Benito Mussolini.

E qui ci troviamo davanti ad un primo punto interrogativo, ahimè senza risposta: negli anni precedenti né il Fascismo, né il Duce hanno mai manifestato alcun interesse nei confronti delle teorie razziste in auge in Germania. Anzi, nei famosi “Colloqui con Mussolini” pubblicati da Mondatori nel 1932 il giornalista Emil Ludwig, ebreo e tedesco, riporta come il Duce condanni senza riserve il razzismo biologico, definendolo esplicitamente “una stupidaggine” ed affermi che “l’antisemitismo non esiste in Italia”.

Nel 1929 in un discorso alla Camera lo stesso Mussolini afferma: “Questo carattere sacro di Roma noi lo rispettiamo. Ma è ridicolo pensare, come fu detto, che si dovessero chiudere le sinagoghe. Gli ebrei sono a Roma dai tempi dei Re; forse fornirono gli abiti dopo il ratto delle Sabine. Erano cinquantamila ai tempi di Augusto e chiesero di piangere sulla salma di Giulio Cesare. Rimarranno indisturbati”. E ancora a Bari nel 1934 il capo del Fascismo, con chiaro riferimento alle teorie antisemite in auge in Germania, afferma sprezzante: “Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine di oltre Alpe, sostenute dalla progenie di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto”.

Come si giustifica il voltafaccia del Duce? Come può lo stesso uomo che ha dato libera accoglienza in Italia agli Ebrei in fuga dalla Germania, arrivare ad imprimere al movimento Fascista una svolta razzista che al movimento mai è stata propria? (A tale proposito giova ricordare che tre dei Martiri Fascisti uccisi negli scontri tra il 1919 e il 1922 – Duilio Sinigaglia, Gino Bolaffi e Bruno Mondolfo – sono Israeliti, e che 230 Ebrei prenderanno parte alla Marcia su Roma. Nell'ottobre del 1922 gli Ebrei iscritti al partito fascista o a quello nazionalista, destinati a fondersi l’anno successivo, sono 746...Guido Jung, deputato fascista, viene nominato ministro delle Finanze dal 1932 al 1935. Maurizio Rava è nominato vicegovernatore della Libia, governatore della Somalia e generale della Milizia. Aldo Finzi – destinato a morire alle Ardeatine - diviene sottosegretario agli interni di Mussolini e membro del Gran Consiglio, mentre Dante Almansi ricopre addirittura la carica di vice capo della Polizia. Lo stesso Mussolini ha amici ebrei quali Angelica Balabanoff, Cesare e Margherita Sarfatti, quest’ultima per lungo tempo amante del Duce, condirettrice della rivista fascista "Gerarchia" e autrice della prima biografia di Mussolini, “Dux” la cui traduzione in tutte le lingue contribuisce a propagandare il fascismo nel mondo).

Ma il vero quesito è: “Perché”?

C’è chi adduce ragioni storiche, quale l’elevato numero di Ebrei nelle fila antifasciste (in particolare nel movimento Giustizia e Libertà dei fratelli Rosselli, anch’essi Israeliti, figurano tra gli altri Sion Segrè, Mario Levi, Leone Ginzburg, Carlo Mussa Ivaldi, Barbara Allaso, Augusto Monti), chi ricorda come la promulgazione del “manifesto” avvenga un anno dopo la visita del Duce in Germania e a poca distanza dalla visita di Hitler in Italia, in un contesto che ha visto – dopo la vicenda delle “inique sanzioni“ e la collaborazione italo-tedesca alla vittoria di Franco in Spagna – un forte riavvicinamento dei due dittatori dopo una fase di diffidenza reciproca culminata con l’uccisione del “filo-fascista” cancelliere austriaco Dollfuss. C’è chi rispolvera uno scritto – tutto sommato abbastanza “innocuo” – del 1919 in cui il futuro Duce si domanda se la Rivoluzione russa non sia stata “la vendetta dell'ebraismo contro il cristianesimo, visto che l'ottanta per cento dei dirigenti dei Soviet sono ebrei... La finanza dei popoli è in mano agli ebrei, e chi possiede le casseforti dei popoli dirige la loro politica” e c’è chi va cercando nei meandri della psicologia le ragioni di una improvvisa e misteriosa sudditanza ideologica di Mussolini nei confronti del suo epigono tedesco (il Duce avrebbe percepito in occasione della visita in Germania la “presa” ben altrimenti profonda del nazionalsocialismo sul popolo tedesco e si sarebbe illuso di ottenere in Italia la medesima fanatica adesione ricopiando pari pari i leitmotiv antisemiti)... C’è poi chi fin troppo generosamente sostiene che la tutto sommata blanda esecuzione delle leggi razziali in Italia non sia stata che un paravento per nascondere l’opera di reale difesa degli Ebrei attuata dal Regime (non me lo sto inventando: nel suo libro “Il razzismo in Europa”, a pag. 245, l’autorevole docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, George L. Mosse (ebreo) afferma “Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a enunciare il principio discriminare non perseguire. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là, indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti, le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana. Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi occuparono l’Italia”.

Mah.... non posso nemmeno dire “ai posteri l’ardua sentenza” perché i posteri siamo noi.

Ad ogni modo, quali che siano stati i perché e i percome, la discriminazione razziale in Italia fortunatamente non ottenne risultati nemmeno lontanamente paragonabili a quanto accaduto in Germania e nelle nazioni occupate dai tedeschi. Antisemitismo e razzismo “biologico” semplicemente non attecchirono.


LA REPUBBLICA SOCIALE, IL DOPOGUERRA E IL RAZZISMO “SPIRITUALE”

Con la seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 e la conseguente caduta del Regime (che i “duri e puri” di allora imputarono immediatamente ad una improbabile “congiura giudeomassonica” operata dai collaboratori più stretti del Duce, anziché ad un tentativo maldestro e disperato di tirar fuori l’Italia dai pasticci salvaguardando le istituzioni e lo stesso Fascismo) le cose precipitano. I Tedeschi, non più frenati dalla loro condizione di alleati, danno subito il via alle prime retate ed uccisioni (a Merano 22 deportati nel settembre 1943, 50 uccisi sul Lago Maggiore nel mese successivo, oltre mille deportati a Roma sempre nel mese di ottobre di cui solo 17 faranno ritorno in Italia vivi). Tutto ciò prima ancora che il Governo della Repubblica Sociale Italiana proclami (punto 7 del Manifesto di Verona del 14 novembre 1943) che: “Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”.

Ora, sebbene tale articolo costituisca a mio avviso una duplice infamia in quanto nello stesso periodo bellico cui l’articolo allude molti Italiani di origine israelita avevano combattuto nel Regio Esercito e addirittura alcuni ancora combattevano sotto le insegne della R.S.I., non posso non far osservare come già la locuzione “durante questa guerra” prefiguri un limite temporale, se non alla discriminazione, quantomeno al trattamento “da nemici” degli Ebrei. Il che, ancora una volta, denota un atteggiamento del Fascismo, anche quello “corrusco e disperato” della R.S.I, significativamente diverso dall’atteggiamento nazionalsocialista.

Comunque indubbiamente l’antisemitismo “blando” del Fascismo antecedente al 1943 subì una “correzione di rotta” che portò a numerosi casi di collaborazione con i Tedeschi nella ricerca e nell’arresto di cittadini Italiani di razza ebraica, anche se non mancarono casi in cui i rappresentanti delle autorità Fasciste continuarono a ritardare e sabotare le operazioni di consegna degli Ebrei ai Tedeschi, mettendo talvolta a rischio la propria vita.

Nel dopoguerra razzismo ed antisemitismo non compaiono affatto nei principi ispiratori del Movimento Sociale Italiano... au contraire... tant’è che anche una figura carismatica come quella di Julius Evola (autore, tra l’altro del “Mito del sangue” del 1937 e di “Sintesi di dottrina della Razza” del 1941) viene tenuta prudentemente da parte. E tuttavia l’influenza di Evola sui giovani militanti è enorme, in particolare per quanto riguarda la questione razziale. Il “razzismo” di Evola è profondamente diverso (e per certi versi opposto) al razzismo biologico che aveva dato vita al Manifesto del 1938. si tratta del cosiddetto“razzismo spirituale” che opera un distinguo tra razza biologica e “razza dello spirito”, quest’ultima intesa – cerco di sintetizzare – come somma di caratteristiche psichiche e culturali innate e non acquisite. La classica rappresentazione di una razza “dello spirito” è data, secondo Evola, proprio dal Giudaismo – che in sé riunisce in modo inscindibile razza, religione e cultura – cui si contrappone (o dovrebbe contrapporsi) la razza dello spirito “ariana”. Successivamente, sulla scia della mitizzazione del nazionalsocialismo e delle gesta belliche della Waffen SS da parte di molti giovani di destra, il razzismo ha ripreso il percorso “biologico” e ancora annovera numerosi adepti mentre altri hanno preferito risolvere la questione dando credito alle teorie negazioniste (o quanto meno “riduzioniste”) in merito allo sterminio di massa perpetrato dai nazisti.


LA NECESSITA’ DELLA COERENZA

Ora, a conclusione di questo sintetico quanto incompleto excursus in merito al razzismo vorrei esporre alcuni spunti di riflessione sui quali mi piacerebbe confrontarmi:

1) Se si presuppone che la semplice appartenenza ad una razza, sia essa biologica o dello spirito, sia tale da comportare necessariamente determinate caratteristiche comportamentali si sconfina nel determinismo più deteriore in quanto si finisce logicamente col negare il libero arbitrio e di conseguenza il principio di responsabilità dell’individuo circa il proprio agire.

2) Tale atteggiamento mentale, tipico di certa sinistra sempre pronta a rovesciare sulla “società” la responsabilità ultima delle malefatte dei singoli, non può che portare ad una forma di relativismo morale del tutto alieno dal modo di pensare della “Destra”.

3) Ne consegue che ogni forma di razzismo, come pure di discriminazione basata su altro che il comportamento dell’individuo, non appartiene né potrà mai appartenere al pensiero della Destra, né tanto meno alle forme d’azione politica che tale pensiero vorrà prendere.



Giovanni Bacci di Capaci


Alcuni link per chi volesse approfondire:

http://www.corrierecaraibi.com/FIRME_FGiannini_081211_Non-ce-maggior-sordo-di-chi-non-vuol-sentire.htm

http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismo18.htm

http://books.google.it/books?id=0drVL5CHqMsC&pg=PA231&lpg=PA231&dq=razzismo,+msi&source=web&ots=biHNAoC3fd&sig=pJNru-hBvb9nj4wmFhcx9Rl-BrU&hl=it&sa=X&oi=book_result&resnum=5&ct=result#PPA243,M1

http://ricordare.wordpress.com/

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=6399